Legno Truciolare: Caratteristiche e Applicazioni [Esperto del legno Vol. 7]

rubrica di Fraiser Tools

Ciao, siamo arrivati a fine settembre e l’estate è ormai un ricordo…al mare non si va più (a meno che tu non viva in Salento, Calabria o Isole…beato te!) e le giornate iniziano ad accorciarsi di brutto. Poco male! Questo è il momento giusto per iniziare finalmente a studiare quelle cose che ti potranno darti una marcia in più rispetto agli altri che passano tutto il tempo libero al bar a giocare a carte e bere birra (per carità…nulla in contrario…lo faccio anche io…ma non tutto il tempo!).

Oggi, nel settimo appuntamento con la rivista sul legno, tratteremo il truciolare (o truciolato), un materiale molto apprezzato per la sua economicità e facilità di lavorazione.

Prima di iniziare l’articolo, spieghiamo velocemente ai nuovi lettori il perché è importante e doveroso conoscere il legno per chi, come noi, deve averci a che fare quotidianamente.

Saper maneggiare bene il legno e conoscerne le caratteristiche ci permette, oltre a rispettarne la provenienza e la natura stessa, di non avere esuberi e scarti dovuti ad una scelta sbagliata del legno stesso o ad un approccio errato verso la lavorazione.

Cosa comporta tutto ciò?

Questo fa la differenza fra trarre un profitto dalla tua lavorazione, quindi ottenere un guadagno economico per poter tirar avanti nella vita ed aiutare la tua famiglia e, se lo fai come hobby, risparmiare del tempo da poter dedicare ai tuoi figli o magari uscire a fare quell’aperitivo con i tuoi amici che tanto ti fa rilassare (e ti meriti), oppure in alternativa perdere tempo e denaro.

Il legno è una risorsa rinnovabile, cioè che “ricresce da sola in natura”, ma se non gestito correttamente può scarseggiare e di conseguenza anche la terra ne trae dei disagi. “Ogni volta che tagliamo un albero e come se togliessimo un pezzettino di polmone della terra”.

Scusami la morale ma a noi di Fraiser ci sta molto a cuore preservare e curare la natura; i cambiamenti climatici, le continue precipitazioni e catastrofi naturali sono sempre più frequenti ed evidenti e, nel nostro piccolo, cerchiamo di insegnare e far rispettare alcune semplici regole per vivere meglio in simbiosi con la natura.

Finita la premessa, iniziamo finalmente a parlare del nostro ciliegio: dividerò i principali paragrafi in sezioni schematiche, in modo da renderti la lettura più scorrevole e meno impegnativa. Ho cercato di rendere tutto più concentrato possibile per non crearti confusione e trasmetterti solo quello che conta.

 

TRUCIOLARE

immagine di due legni truciolari

Legno Truciolare

Introduzione

Con il termine truciolare (o truciolato) si intende un pannello in fibra di legno composto dagli scarti delle lavorazioni (trucioli, o segatura quando molto fine) del legno stesso, che vengono sminuzzati, impastati con materiali leganti (colle) e pressati fino ad ottenere un pannello che può assumere varie dimensioni.

Caratteristiche

  • Buona lavorabilità e facilità di taglio: facile da lavorare con il giusto utensile (Fraiser, naturalmente) e l’attrezzatura idonea.  
  • Resistenza meccanica variabile: per aumentarla i pannelli possono essere rivestiti con laminati plastici o impiallacciatura. Nei pannelli a scaglie orientate la resistenza è superiore rispetto ai pannelli di particelle.
  • Elevata porosità: assorbe l’acqua nella versione base. Fanno eccezione i pannelli rivestiti e Intrallam (vedi di seguito).
  • Peso specifico variabile in base alla tipologia del legno: si va dai 400kg/m3 per il truciolare “leggero” ai 650 kg/m3 del classico truciolare in abete.
  • Granulometria variabile: in base alla dimensione dei trucioli esistono varie tipologie di truciolare.

Tipologie

Esistono diverse tipologie di pannelli truciolare, in base alla dimensione dei trucioli impiegati:

  • Pannelli di particelle, composti da trucioli di dimensioni molto piccole.
  • Pannelli di particelle legati con cemento: il cemento viene usato come legante al posto delle colle e le proprietà meccaniche migliorano.
  • Pannelli di scaglie orientate (OSB), composti da scaglie di legno (trucioli lunghi) orientate in modo tale da migliorare le proprietà meccaniche lungo una direzione.
  • Pannelli a fibre di legno laminate (LSL o Intrallam): simile all’OSB ma con scaglie di pioppo di dimensioni ben definite, legati con colle resistenti all’acqua.

Per quanto riguarda le essenze di legno, quella principalmente impiegata è il legno abete, seguito dal pino.

Si parla spesso di truciolato nobilitato per intendere le tipologie rivestite o impiallacciate, che presentano una maggiore resistenza all’umidità, al graffio, agli urti ed agli insetti e funghi.

Utilizzi

Tra i numerosi utilizzi ai quali si presta questo materiale, i principali sono:

  • Piani di lavoro delle cucine (pannelli nobilitati).
  • Ante e montanti degli armadi da camera o delle librerie componibili da salotto.
  • Stand espositivi.
  • Caravan e case mobili.

Pregi e Difetti

  • Lavorabilità e facilità di taglio (vedi le caratteristiche).
  • Costo contenuto (finalmente!).
  • Varie tipologie a disposizione a seconda dell’esigenza.
  • Non tollera l’umidità: evitare l’installazione del manufatto all’esterno, ad eccezione dei pannelli nobilitati ed Intrallam.
  • Scarso ancoraggio delle viti: unire i pannelli mediante incollaggio.

Curiosità

Per la realizzazione dei pannelli truciolari base, le particelle ripulite vengono ridotte alla granulometria desiderata, e sono essiccate fino al raggiungimento di un’umidità compresa tra il 3% e il 6%. Nella fase successiva della lavorazione si mescola alle particelle, tramite nebulizzazione o strisciamento, il collante scelto e si passa alla formazione del “materasso”, grazie alla distribuzione regolare delle particelle su una superficie. La pressatura a caldo del materasso incolla indissolubilmente le particelle fra loro: in ultima istanza si effettuano la rifinitura e la levigatura del pannello e lo si immagazzina per la climatizzazione.

 

Utensili da utilizzare

Per una produzione limitata consiglio senza ombra di dubbio tutti gli utensili di serie in metallo duro HW (HM Widia). Invece per grandi produzione in serie sicuramente, come abbiamo già imparato dai precedenti post, consiglio di adottare il diamante policristallino (PKD o PCD, che è sempre la stessa cosa ma ognuno usa sigle diverse!)

Per frese a coltellino usare il tipo S2020 – U2300 (tipo di durezza).

 

Bene, oggi abbiamo appreso importanti nozioni sul truciolato che spero possano esserti utili per le tue prossime lavorazioni.

Ti ricordo che il truciolare è un materiale che, in base alla tipologia, può avere caratteristiche anche molto diverse fra di loro ed è tutto sommato abbastanza economico. Tuttavia, visti i tempi che corrono (“c’è la crisi”), risulta comunque fondamentale prestare le dovute attenzioni ed evitare gli sprechi. Utilizzare degli utensili robusti, fatti con materiali certificati da specialisti che non pensano solo all’importazione di prodotti ed a riempire le proprie tasche, è solo uno dei tanti segreti per riuscire ad essere efficienti e produttivi nella propria attività (sia giornaliera che hobbistica).

Perché dico questo?
Perché hai la possibilità di lavorare come i migliori del tuo settore grazie alla robusta Fraiser e, se fossi in te, non me la farei scappare.

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Grazie mille per aver letto anche il settimo articolo dell’esperto del legno; per qualsiasi domanda/informazione/curiosità non esitare a scrivermi, sarò lieto di aggiornare il post e cercare di renderlo il più completo possibile per toglierti ogni fastidiosissimo dubbio.

A presto

Matteo

It’s a Fraiser generation !

 

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