Testate e Approvate da LEGNOLAB – La rivista n° 1 di settore in Italia; Guarda e leggi con i tuoi occhi come hanno risposto agli ESTREMI test a cui sono state sottoposte

Finalmente sono arrivati i (grandiosi) test da parte della rivista di settore n°1 in Italia, LEGNOLAB.

Scopri in che modo hanno superato alla grande i difficoltosi e stressanti Test a cui sono state sottoposte


 

*Tutto il testo è copiato e incollato dallo speciale numero 100 della rivista LEGNOLAB di ottobre 2017 che puoi trovare in EDICOLA

Dallo scorso numero, compare sulle nostre pagine la pubblicità di un’azienda da poco affacciatasi sul mercato online dedicato al settore legno. L’azienda è la FRAISER ed il suo catalogo è esclusivamente dedicato alle frese per legno.

La nascita di questa iniziativa commerciale ci ha un poco stupiti; conosciamo il mercato e sappiamo che l’offerta in questo settore è alquanto varia. Quindi non ci siamo fatti troppi scrupoli e abbiamo chiesto al Responsabile Commerciale di FRAISER il motivo di quello che a noi è sembrato un azzardo.

La risposta è stata tanto semplice quanto concreta e le parole sono state pressappoco queste: Il mercato è pieno di rivenditori con cataloghi sterminati e nessuno può avere le competenze su tutti i prodotti listati. Noi ci concentriamo sulle frese per legno e grazie a questa specializzazione siamo in grado di fornire un ottimo servizio di consulenza per l’acquisto, l’uso ed anche un’assistenza post vendita impensabile in altri casi.

In effetti, andando a spulciare il sito, abbiamo trovato un interessante blog in cui, con aggiornamenti regolari, lo staff di FRAISER illustra tecniche, materiali e prodotti. Dal sito si può anche scaricare un breve manuale in pdf con diversi consigli sull’uso appropriato delle frese. Ma naturalmente a noi tutto ciò non basta per capire la qualità di un prodotto e, come di consueto, ci siamo procurati alcuni campioni per testarli sul campo.

Il materiale ci è stato recapitato all’interno di una scatola dedicata contenente, oltre alle frese, dei campioni di BIT TOP un liquido protettivo-detergente per il corpo ed il tagliente degli utensili.

LE FRESE

Queste impressioni d’uso sono incentrate su una particolare categoria di utensili: ad esclusione di una fresa da spianatura, con gambo 12mm, tutti
i modelli testati hanno gambo 6 e 8mm. Queste due misure sono le più vendute e sono apprezzate sia dai professionisti che dagli appassionati.

Il loro vantaggio è che possono essere montate sia sui rifilatori che sui modelli di elettro-fresatrice medi e grandi.

Circa le frese di tipo “tecnico” abbiamo operato una ulteriore selezione, scegliendo perlopiù i modelli a coltellini sostituibili. Seppure l’acquisto iniziale sia un poco più oneroso rispetto agli omologhi modelli a coltellini saldati, alla lunga questo tipo di utensile risulta molto vantaggioso.

I coltellini che equipaggiano queste frese hanno, a seconda del tipo, due o quattro lati taglienti. Riteniamo che questa caratteristica possa essere un vantaggio tanto per il professionista che per l’appassionato.

Il primo non dovrà sospendere il lavoro se una lama si usura o ha un incidente; il secondo non dovrà acquistare una nuova fresa ma potrà ordinare solo i coltellini di ricambio. Il materiale delle lame è comunque molto resistente. Si tratta del cosidetto “metallo” duro. In questo caso carburo di tungsteno aggregato tramite un processo di sinterizzazione. In pratica il composto di partenza è una sorta di mescola con granulometria molto fine che viene pressata all’interno di speciali stampi e poi inviata in cottura dentro camere ad atmosfera modificata e temperature controllata.

Il risultato è un prodotto ad alta densità e struttura microcristallina. Le lame FRAISER sono poi sottoposte ad un processo di lucidatura che rifinisce ulteriormente il tagliente. Oltre alle frese tecniche abbiamo provato un paio di frese di tipo “decorativo”; per intenderci quelle usate per fare cornici e modanature. Abbiamo appositamente scelto dei profili complessi che ci permettessero di valutare diversi parametri: l’equilibratura, la pulizia del taglio e l’affidabilità dei cuscinetti di guida.

LE PROVE

Le frese FRAISER sono state utilizzate prevalentemente sul banco fresa. Questo per nostra comodità in quanto le prove si sono protratte a lungo. In tutto abbiamo fresato un’ottantina di metri lineari con profili, altezze e profondità di passate differenti. I legni impiegati sono quelli comunemente usati in falegnameria: rovere, toulipier, acero, noce, frassino e qualche pezzo di iroko. Per un paio di modelli, invece del banco, abbiamo deliberatamene scelto l’applicazione con il rifilatore ed una fresa di grande potenza; questo al fine di poter giudicare elementi come l’equilibratura e la precisione di taglio.

Tra le tipologie di frese che abbiamo scelto per le prove ve n’è una particolarmente economica, del tipo cilindrico, che monta un solo coltellino. È forse quella su cui si è maggiormente concentrata la nostra attenzione proprio in virtù della sua conformazione squilibrata in origine ed anche perché l’usura del dovrebbe avvenire nella metà del tempo rispetto ad un modello con due lame.

La fresa a candela monotagliente usata per le prove di stress. La qualità e la tipologia dei trucioli su cui è adagiata testimoniano la sua funzionalità. Sulla base della
parte verniciata in nero sono evidenti delle fresature di sottrazione che servono a bilanciare l’utensile. L’immagine di destra mostra un canale fresato traverso vena in
prossimità della testa di una tavola. La mancanza di equilibratura si evidenzierebbe con rotture e scheggiature della parete più sottile.

Abbiamo testato questa fresa da 10mm per realizzare sbattentature e canali lungo e traverso vena. Sebbene il lavoro di questa fresa sia meno fluido rispetto ai modelli standard, il suo comportamento si è mostrato abbastanza convincente ed il taglio è risultato molto pulito.

Il primo tagliente della fresa cilindrica giunto quasi a finecarriera. I difetti si presentano
sotto forma di piccole onde dovute al parziale rimbalzo della lama contro il
legno. Rallentando la velocità di avanzamento il fenomeno diminuisce di intensità.

I primi cedimenti sono stati registrati dopo un’ora abbondante di lavoro continuo e si sono evidenziati non tanto con strappi o bruciature ma piuttosto come una serie di segni simili a quelli causati da un passaggio troppo veloce della fresa; una serie di avvallamenti. A questo stadio la lama è però ancora utilizzabile e, se non si è lontani dalla fine del lavoro, è sufficiente ridurre la velocità di avanzamento sul legno. Se invece si vuole andare sul sicuro è preferibile usare il secondo tagliente della lama. Il rimpiazzo è un’operazione veloce e precisa.

 

La lama è infatti dotata di una scanalatura longitudinale e di due tacche centrali che consentono un riposizionamento con variazioni minime rispetto all’assetto precedente. Un lardone, fissato
con due viti, funge da fermo per la lama e da deviatore per i trucioli.

Le altre due frese con coltellini intercambiabili che abbiamo testato sfruttano lame di forma quadrata che vengono fissate al corpo presa direttamente con due viti a testa larga. In entrambi i casi il posizionamento è guidato da appositi riscontri ricavati nel corpo della fresa e non è necessario fare quelle microtarature richieste invece per il modello a candela poc’anzi descritto.

Un prodotto che ci ha dato una particolare soddisfazione è stata la fresa da spianatura FR.409 ; è fornita in diversi diametri (da 32 a 80mm) e monta tre coltellini. Ne abbiamo approfittato per livellare un pezzo di tavola in ulivo ultrastagionato improvvisando una slitta per l’elettrofresatrice.

La superficie è risultata estremamente pulita ed i sormonti tra una passata e quella adiacente appena percettibili, tanto che è stato possibile rimuoverli con una passata di carta P180. La sua grande capacità di asportazione si è rivelata utile anche in altre occasioni come ad esempio la sgrossatura di ampi scassi o la rifinituradei fianchi dei tenoni.

Nelle frese con coltellino quadrato non sono presenti lardoni ed il fissaggio avviene tramite una vite collocata centralmente sulla placchetta. Sul corpo dell’utensile sono tuttavia presenti dei riscontri che aiutano a montare correttamente, e con lo stesso allineamento, tutti i coltellini.

 

La parte di prove condotta con l’elettro-fresatrice a mano libera ha coinvolto due soli modelli: una fresa per sbattentature a profondità fissa con gambo da 6mm ed una fresa per modanare a profilo mistilineo. Nel primo caso l’obiettivo era valutare il comportamento di un gambo sottile in relazione allo sforzo necessario per far girare una fresa dal diametro di 35mm in grado, con una sola passata, di realizzare una battuta da 10x12mm.

Non per niente abbiamo usato un rifilatore; data la ridotta massa di questo elettro-utensile, è molto facile capire se vi sono squilibri e comportamenti anomali. Abbiamo fresato appositamente del multistrato di betulla facendo una passata unica ed il comportamento dell’utensile è stato molto buono. Probabilmente il successo è dovuto alla buona qualità delle lame tant’è che sconsigliamo i nostri lettori a forzare in questo modo un gambo così sottile senza prima aver controllato che lo stato dei taglienti sia ineccepibile.

 

La fresa smontata nelle sue componenti: il corpo, la lama a doppio tagliente, il lardone e le due viti di serraggio. Nell’ingrandimento a destra si riconoscono i riscontri di
montaggio su lama e corpo-fresa. Quello che corre longitudinalmente è molto preciso e permette di mantenere invariato il diametro della fresata. La tacchetta centrale
consente invece un minimo di gioco e può influire sulla profondità della fresata.

Riguardo alla fresa con profilo mistilineo abbiamo scelto un modello piuttosto aggressivo con placchette saldobrasate; ha un diametro da 41,3mm per un’altezza di 28,5mm. Gambo naturalmente da 12mm. L’obiettivo era di valutare la sagomatura del corpo. Quest’ultimo è un fattore abbastanza importante in quanto, su frese di un certo diametro, la quantità e la forma del metallo che segue
il coltello svolge la cosidetta funzione anti contraccolpo. Anche in questo caso abbiamo lavorato facendo passate a tutta profondità. Non è certo il modo migliore per ottenere superfici perfette ed infatti abbiamo avutoqualche problema di scheggiatura su un paio di pezzi con la vena molto mossa.

Nella stragrande maggioranza dei casi la fresa si è però comportata bene; non ha subìto contraccolpi ed è avanzata regolarmente sia nel lavoro lungo vena che nei tagli di testa.

La fresa per modanature ha prodotto un buon taglio sia sui legni docili, come il toulipier, che su quelli più ostici, come l’iroko. In quest’ultimo caso il taglio di testa è risultato estremamente pulito.

Non potevamo concludere i test tralasciando i cuscinetti. Anche se possono sembrare secondari rispetto a gambo e qualità dei taglienti, da essi dipendono molti fattori, non ultimo la sicurezza. In
genere sono proprio i cuscinetti a denunciare la scarsa qualità di una fresa.

I modelli più economici tendono a grippare o a smontarsi del tutto dopo pochi minuti di uso intenso. Anche la loro precisione è importante e per fare questo controllo abbiamo montato una fresa cilindrica a copiare sul banco fresa utilizzando come dima un foglio di multistrato di pioppo. Essendo un materiale morbido denuncia subito il malfunzionamento di un cuscinetto che, grippando, inizia a bruciare la costa della dima.

I cuscinetti delle frese
FRAISER hanno reagito bene
alle sollecitazioni dei nostri
lunghi test. Anche lavorando
con gli utensili più piccoli,
usando quindi la massima
velocità concessa all’elettrofresatrice,
non abbiamo
notato comportamenti inaspettati
né surriscaldamenti.
L’allineamento, nel caso della
fresa a copiare, è risultato
ampiamente nella norma.

TESTE PER TOUPIE

La FRAISER ha anche una linea di teste portacoltelli per toupie con foro per alberi da 30mm. Sono del tipo compatto realizzate non nella più comune lega di alluminio ma in acciaio. Sono adatte per equipaggiare le toupie in genere presenti sulle macchine combinate. In questo caso i nostri test si sono soffermati maggiormente sull’equilibratura e sulla gestibilità dell’utensile. È infatti raro che gli utilizzatori di questo prodotto possiedano un trascinatore ed è quindi fondamentale che le teste siano dotate dei cosidetti limitatori che impediscono un’alimentazione scorretta della macchina mentre si spinge il legno contro la fresa.

Per ottenere quante più informazioni possibili abbiamo fresato prevalentemente pezzi sottili (da 20 a 30mm di spessore). La testa porta-coltelli è risultataben equilibrata e comunque rispondente alle aspettative per questo genere di prodotto.

La testa portacoltelli prodotta da FRAISER non si discosta molto dai modelli già presenti
sul mercato. Il punto di forza in questo caso è l’estrema economicità e la possibilità di
acquistare i coltelli di ricambio tra i numerosi modelli presenti sul catalogo dell’azienda.


 

Spero che dopo questo bel “banco” di prova, dove prima sono state messe sotto processo ma poi, successivamente con una performance degna dei numeri 1, ne sono uscite alla grande e più rafforzate di prima!

Le Robuste Fraiser sono degne di essere chiamate in questo modo, e da oggi abbiamo un sostenitore in più.

Ricordati che utilizzare degli utensili robusti, costruiti con materiali certificati da specialisti che non pensano solo all’importazione di prodotti ed a riempire le proprie tasche, ma si impegnano invece ad aiutare i falegnami e gli hobbisti nelle loro lavorazioni, dalla scelta della fresa all’esecuzione della fresata (e da oggi non siamo gli unici che lo diciamo) ,  è solo uno dei tanti segreti per riuscire ad essere efficienti e produttivi nella propria attività (sia lavorativa che hobbistica), oltre che per rispettare la natura ed evitare gli sprechi di materiale.

Perché dico questo?

Perché da oggi hai la possibilità di lavorare come i migliori del tuo settore grazie alle robuste frese Fraiser e, se fossi in te, non me le farei scappare.

E tu?

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Matteo Urbinati

 

 

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