Come scegliere una fresa per legno? ecco la guida definitiva che tutti gli artigiani dovrebbero avere

Come scegliere una fresa per legno

Ogni volta che stai per iniziare una lavorazione sei sempre più indaffarato e non riesci quasi mai a deciderti su quale sia la fresa più adatta alle tue esigenze?

Molti clienti mi chiamano e prima ancora di salutarmi, spaventati e irrequieti mi urlano: devo fare un ****, che fresa devo scegliere? 

La mia risposta ? Non saprei, non posso risponderti in 1 secondo, mi dispiace … hai 10 minuti da dedicarmi?

“Ehhh tu sei matto …. tu tu tu tu tu (chiudono il telefono) “

Poi come per magia (in verità so sempre che finirà così) vengono addirittura a trovarmi loro in officina, naturalmente con la fresa rotta o il pezzo sbagliato in mano, e a quel punto sono disposti a parlare con me anche più di 10 minuti, dandomi anche la possibilità di potergli rifilare qualunque cosa (ovviamente non lo faccio mai, primo perché sono onesto e secondo perché tanto è inutile fregare la persona una volta! cosa ci guadagni, oltre a recensioni negative e sempre meno clienti ??).

Ho decido quindi di dedicare un po’ di tempo al mio blog per cercare di aiutare molte persone che, come i miei clienti, si sentono in difficoltà ogni volta che devono iniziare un nuovo lavoro.

Come scegliere questa fresa?

Volendo semplificarti il processo di scelta ho deciso di schematizzarla il più possibile, identificando 4 passaggi fondamentali:

  • Valutazione del materiale da lavorare.
  • Valutazione del tipo di lavorazione da eseguire.
  • Valutazione del tipo di macchina su cui si utilizzerà la fresa.
  • Stima del numero di “pezzi” da realizzare.

Questi sono i 4 passaggi chiave che devi obbligatoriamente percorrere quando stai scegliendo la tua fresa e adesso li andiamo ad esaminare uno ad uno.

1 di 4: Valutazione del materiale da lavorare

Per prima cosa è obbligatorio conoscere bene il materiale che andremo a fresare.

Ma non è sempre tutto legno? ti starai sicuramente chiedendo … no! Il legno è un materiale naturale e ne esistono centinaia di varianti, dal legno più duro a quello tenero,  dal puro al composito … insomma, chi più ne ha più ne metta.

Di solito per la lavorazione, specialmente quella casalinga, il legno più usato è l’abete o il pino e sono legni abbastanza teneri.

Fatta una mini panoramica dei vari legni, ho voluto mettere questo come primo punto fondamentale perché in base al tipo di legno che si ha davanti cambierà anche il tipo di materiale che dovrà avere il tagliente della vostra fresa. (che chiameremo materiale della fresa).

Le parti taglienti delle frese di solito sono composte da 3 diversi tipi di materiale: 

  • Acciaio (detto anche HS – HSS – KS e chi più ne ha più ne metta)
  • Metallo duro (il famoso WIDIA, siglato con HM – HW)
  • policristallino Diamante (PCD – PKD).

ACCIAIO

Il tagliente in acciaio lo si riconosce dalla mancanza di una placchetta saldata e, per le frese tutte dello stesso colore, paragonata ad una in metallo duro pesa molto meno. Con l’arrivo del  metallo duro, l’acciaio è stato quasi abbandonato nel campo del legno, lo si può trovare nella frese a tazza (quelle cinesi da prezzo) e nelle frese per trapano a colonna (le famose Forstner bit).

Hanno la caratteristica di poter eseguire una fresata molto fine e precisa perché essendo il metallo meno duro del widia è possibile affilarlo con più precisione.

Si usano per lavorare legni molto teneri quali betulla e pioppo, possibilmente puri, cioè senza residui di colla ecc…

Fresa acciaio

Fresa per trapano in acciaio

 

Consiglio questo tipo di tagliente? Solo per i tipi di legno indicati sopra.

Pregi e difetti? Costano leggermente meno di quelle in metallo duro ma naturalmente hanno una durata inferiore.

 

METALLO DURO

Il metallo duro o WIDIA (spesso scritto anche Widiam), è il più comune e il più usato tra tutti i materiali. Può essere sia saldo-brasato alla fresa (poi vedremo degli esempi sotto) oppure può anche essere un coltellino di ricambio.

Viene usato per quasi tutte le lavorazioni , tutte le frese da hobbistica sono principalmente fatte di questo materiale ed è facilmente riconoscibile. Legni teneri, duri, con residui e senza residui, per tutte le fresate non ti lascia mai “a piedi”.

Fresa in metallo duro

Ecco un tipo di tagliente realizzato con placchetta in metallo duro saldo-brasata

Fresa integrale elicoidale

Fresa integrale elicoidale completamente in metallo duro

 

Consiglio questo tipo di tagliente? Si, per quasi tutte le lavorazioni

Pregi e difetti? versatilità, nessun difetto evidente.

Clicca qua per vedere la fresa Fraiser per Pantografo in metallo duro, una dei nostri prodotti più venduti e più apprezzati dai super Fraiser-fresatori.

 

DIAMANTE POLICRISTALLINO

Il diamante policristallino è, da come puoi già intendere dal nome, un materiale molto duro adatto per lavorazioni ripetute (mobili in serie) e materiali duri. Di solito usato sul multistrato e il truciolare e viene impiegato per realizzare canali e taglio dei pannelli tramite pantografo a controllo numerico.

I taglienti sono delle piccole placchette saldo brasate similmente a quelle in metallo duro ma, diversamente da esso, sono di colore nero. La durata, invece, è superiore di 40 volte rispetto agli altri tipi ed ovviamente anche il prezzo aumenta.  Queste frese potrebbero essere utilizzate dai  grandi produttori di mobili, come IKEA (per farti capire meglio)

Fresa elicoidale in policristallino diamante, notare la placchetta nera saldata

Fresa elicoidale in  diamante policristallino, notare la placchetta nera saldata

 

Consiglio questo tipo di tagliente? Solo per i produttori seriali di mobili e per lavori con pantografo CNC

Pregi e difetti? Costano molto di più rispetto agli altri materiali ma per lavorazioni ripetute e automatiche sono sicuramente le migliori.

Sapere che tipo di legno andremo a fresare è determinante per scegliere il giusto tipo di materiale della fresa. La maggior parte di voi che usa le frese piccoline del fai-da-te probabilmente non apprezzerà a pieno il significato e starà pensando  “ma che cagata..”; sappiate comunque che per le PMI (piccole medie imprese) la scelta e lo studio del materiale può determinare il guadagno o la perdita di una commessa.

Ora che sai perché e come bisogna conoscere il materiale che stiamo per fresare, scopriamo perché prima di partire con il gas a manetta c’è bisogno di una piccola riflessione, per valutare il tipo di lavorazione che andremo a fare.

 

2 di 4: Valutazione del tipo di lavorazione da eseguire

Perché questa valutazione?

“Ma Matteo … tanto si sa che se devo fare uno smusso mi serve la fresa per smussare e se devo fare un canale ci vorrà sempre una fresa per canali … non è che hai scritto questo pezzo solo per allungare l’articolo ?”

Nono, sta tranquillo, adesso ti spiego subito il motivo.

Naturalmente, non c’è bisogno che vi dica di comprare la “fresa per rifilare” per fare un rifilo o altre cavolate del genere, però mi voglio soffermare su 2 domande che ti devi porre per questo paragrafino:

  1. Se devo fare un canale, come deve venire il pezzo finito?
  2. E’ una lavorazione leggera o massiccia (riferendomi alla parte che andrete ad esportare o “mangiare”)

n° 1 : Fare un canale o tagliare il legno

Spesso ignorato e spesso sbagliato, quando si va per fare un canale (cioè una fresata in mezzo al legno non passando completamente dall’altra parte, ma creando tipo una sede), è molto importante valutare bene quale parte del pannello deve essere lavorata e come deve venire finita. Vi dico questo perché è molto importante scegliere il tagliente giusto per non far bruciare o, peggio ancora, far venire ruvido e speluccoso (termine appena inventato ma penso che sia abbastanza comprensibile) il vostro materiale “finito”.

Esistono 4 principali tipi di taglienti

  • Tagliente a placchetta DIRITTA “standard”
  • Tagliente ad elica POSITIVA
  • Tagliente ad elica NEGATIVA
  • Tagliente ad elica DOPPIA, POSITIVA E NEGATIVO
Esempio di canale nel legno

Esempio di canale nel legno

 

E ogni tagliente ha una funzione diversa. Per chi ha scaricato già la GUIDA, non è una novità, per tutti gli altri invece consiglio di scaricarla oppure consultare QUESTO ARTICOLO dove parlo della scelta del giusto tagliente.

n° 2 : Lavorazione leggera o massiccia

Una volta individuata la fresa e scelto il giusto tagliente, è consigliabile scegliere in base all’asportazione richiesta, il tipo di attacco (S, o codolo di attacco). Una fresata più profonda, quindi che tende a sforzare di più la fresa, ha bisogna di un sostegno maggiore rispetto ad una fresata più leggera, dove basta invece quel poco per pulire o smussare appena gli angoli.

Per alcuni di voi sarà sicuramente una banalità perché spesso vengono usati attacchi da pantografo CNC ( possono arrivare a 16-20-25) , ma per tutti quelli che ancora sono a livello manuale è una scelta molto importante e molto sottovalutata, vi può cambiare la tenuta e la durata della fresa e quindi la riuscita della lavorazione (prevenendo anche e soprattutto molte rotture).

 

3 di 4: Valutazione del tipo di macchina su cui si utilizzerà la fresa

Arrivati a questo punto, individuata la lavorazione adatta con il giusto tagliente, l’attacco idoneo ed analizzato il materiale da lavorare, vi dovete fare un’altra domanda: Che macchina utensile sto per andare a utilizzare? – ovviamente per voi la risposta è scontata, però questo vi aiuterà a riflettere e decidere.

Di norma una fresa viene utilizzare su due macchine principalmente: la fresatrice (o pantografo) verticale – che può essere montata su banco o tenuta in modo manuale, e la fresatrice (o pantografo) a controllo numerico CNC.

Apro una piccola parentesi perché molti di voi si staranno chiedendo, alcuni anche puntandomi il dito e imprecando qualche divinità, che ne esistono di più, come per esempio la fresatrice orizzontale TOUPIE o altre macchinette come “lamello” e spinatrici. Di tutte queste, di queste distinzioni, ne ho parlato nello scorso articolo che potete leggere benissimo CLICCANDO QUI.

Utilizzo su fresatrice manuale

Anticipo che questo punto è molto più importante per chi ha una fresatrice manuale rispetto a chi utilizzerà una fresa a controllo numerico, invito però a leggerlo a tutti, magari potrete trovare qualche spunto interessante e accendere la lampadina ricollegando qualche malcapitato episodio e trovando la soluzione.

Quando utilizzate una fresatrice manuale, sia che siate degli amanti del fai-da-te (molto probabile) o un artigiano che non vuole cambiare il mandrino (si scherza è 🙂 ) del suo pantografo e deve fare lavoretti piccoli e veloci, la scelta della fresa assume una grande importanza. Prima di tutto una cosa fondamentale da tenere in considerazione è la potenza della fresatrice.

Ci sono fresatrici di tante fasce di prezzo e di tantissime marche, ormai si trovano anche a 40€, e spesso quelle  professionali e quelle di “cacca” (passatemi il termine) sono confuse dall’utilizzatore. Se abbiamo tra le mani una fresatrice con poca potenza e che non riesce ad alloggiare attacchi da d. 12 o 12,7 mm, allora dovremo stare vigili ed attenti a valutare bene se in caso di legno duro e lavorazione profonda varrà la pena fare da soli o andare da un falegname che ci possa aiutare per questa volta (un legno duro con una fresetta per legno di attacco 6- 8 mm, con una fresata prolungata e forzata tenderà facilmente a rompersi).

Low-cost o professional?

Da una fresatrice low-cost (passatemi il termine internazionale) ci si potrà aspettare qualche piccola fresata, montare pinze di piccole dimensioni e avere la parte meccanica già disallineata dopo qualche giorno di lavoro ( e poi mi chiamate perchè le frese lasciano le righe …. cattivoni 😀 ) – al contrario da una fresatrice professionale ( di solito siamo sui 2400 w di potenza) avrete una grande affidabilità, possibilità di settare numero di giri – altezza taglio (in modo più accurato), la parte meccanica allineata e pezzi di ricambio di qualità.

Una buona fresatrice che vi posso consigliare , che ho provato e utilizzerò nei video che sto per lanciare (ancora un po’ e partiamo, lo giuro) , è la MAKITA da 2400w; ottimo compromesso e tanta potenza, macchina affidabile e accessori di ricambio sempre disponibili ( che poi la Makita è studiata per stare accesa più di 8 ore al giorno quindi andate sempre nel sicuro.)

 

Questo modello in particolare è uno spettacolo; hai 4 strumenti con un solo rifilatore (cod.RT0700CX3J)

Utilizzo su fresatrice a controllo numerico

Quasi scontato (ma non troppo) quando sapete di avere una macchina a controllo numerico (o pantografo/fresatrice CNC), la scelta sarà molto più tranquilla e serena.

Gli attacchi delle frese per CNC possono variare molto di più rispetto a quelle manuali. Ci sono diversi mandrini per diverse macchine utensili  (esempio ER32 – ER40 – ER20) e ne esitono tante misure diverse (esempio da 8-12-14-15-16-20 e così via).

In queste macchina più che la valutazione della macchina è molto importante soffermarsi sul punto 2 cercando di far più chiarezza possibile della lavorazione che si andrà a fare.

Centro di lavoro BS Rovel

Esempio di centri di lavoro (o pantografo/fresatrice) CNC, cioè a controllo numerico

 

Per concludere

Se usate una fresatrice manuale valutate bene la potenza e la possibilità di montaggio della fresa e se state utilizzando un pantografo automatico attenzione a fare uno studio più accurato possibile della fresata da fare e impostate bene i parametri di lavorazione (numero di giri e velocità di avanzamento, che trovate tutto nella GUIDA gratuita che ho scritto, se volete approfondire il sapere).

PS: fa eccezione il pantografo manuale “RIFILATORE”, una fresa per rifilare con cuscinetto andrà bene per la maggior parte dei vostri rifili, la fresa mangia pochissimo e serve per ripulire il bordo e renderlo liscio – Procuratevi un rifilatore di una buona marca e utilizzate una fresa con tagliente assiale e anti-contraccolpo per non sbagliare niente, ma se utilizzate una Fraiser non avete nulla di cui preoccuparvi!

 

4 di 4: Stima del numero di “pezzi” da realizzare

Sarò sintetico e veloce in questo paragrafo e, lo ammetto, si poteva benissimo inserire in qualsiasi altra parte. Ne ho voluto fare un punto perché è importante ripetersi questa domanda in testa per evitare poi reclami o recensioni negative al venditore (che sia -speriamo- Fraiser, o il vicino di casa della ferramenta da “Giorgio” -nome inventato-).

Esistono 3 tipi di materiali (principali, un quarto sta arrivando ma ancora è presto per parlartene 😉 ) e di durata, come abbiamo visto nel punto 1 (sopra). Acciaio HSS – Metallo duro e PCD diamante sono senza dubbio i nostri eroi in grado di rendere la nostra fresata liscia o ruvida, bruciata o cotta al punto giusto, completando il necessario numero di pezzi o arrivando corti.

Fare le giuste stime e ripetere anche calcoli scontati può far la differenza tra ricavare un profitto o andare in perdita (che tu sia un hobbista – perdendo il tempo che magari potevi trascorrere con i tuoi bambini o a guardare la tua squadra del cuore – o che tu sia un artigiano con partiva IVA – in tal caso, molto più importante, ci esce il “pane” per te e per la tua famiglia).

Ma come si sceglie?

E’ difficile dare delle indicazioni precise su questo punto, posso solo darti una stima comparativa della durata media degli utensili:

  • Acciaio – prendendolo come punto di riferimento – lo metteremo a 1.
  • Metallo duro – diciamo che dura 4 volte più a lungo.
  • Diamante – diciamo che dura 30-40 volte più a lungo del metallo duro.

Un’alternativa economica è anche la fresa a coltellino intercambiabile: basta avere i coltellini di scorta o ordinarli al bisogno. Attenti però che il coltellino avrà una durata e resistenza minore rispetto alla fresa saldo-brasata e, paragonandola con una fresa di diamante, non c’è storia (il diamante è molto meglio considerando il risparmio totale a conti fatti).

Naturalmente sono numeri medi, se mi hai seguito o mi stai seguendo, se sei più esperto di me con molti più anni di esperienza, o se anche tu come me hai la possibilità di lavorare con aziende leader nel settore, sai che ogni lavorazione è diversa e ogni materiale è “particolare”. Un semplice Abete comprato all’Obi può risultare più morbido rispetto ad un’altro Abete comprato da “Giovanni” – come per quanto riguarda (per prendere un altro materiale molto strano e che reca tanti problemi) il truciolare che è un insieme di pezzi di scarto con metalli, colle e chissà anche qualche plastica!

Esempio di un magazzino di una azienda che produce"prefabbricati"

Esempio di un magazzino di una azienda che produce “prefabbricati”, ovvero pezzi pronti per essere montati con altri mobili – spesso sono lavorazioni tutte uguali, rivolte a grandi mercatoni o  catene low-cost – quasi sicuramente utilizzeranno frese in diamante.


Concludendo, abbiamo imparato che …

… la prossima volta che sceglierai la tua fresa, prima del tuo acquisto, valuterai, anche vantandoti con il commesso o il pluri-venditore (molto spesso inesperto):

  • Il materiale da lavorare, per scegliere il giusto tipo di materiale del tagliente in modo da non trovarti una fresata ruvida o bruciata.
  • Il tipo di lavorazione da eseguire, scegliendo una fresa più o meno robusta, associandogli il giusto tagliente, per non trovarti mai a correre per rimediare ad errori durante la fresata.
  • Il tipo di macchina su cui utilizzerai la fresa, valutando se vale la pena o meno eseguire tu stesso la lavorazione e se sei in grado di riuscire a completarla senza perdere la fresa o, nel peggiore dei casi, qualche dito della mano.
  • La stima del numero di “pezzi” da realizzare, per massimizzare il tuo profitto.

 

La riuscita della vostra fresata – come già sai se hai letto la guida Gratuita per rendere la fresata liscia o senza bruciature – deve essere studiata ed avviene molto prima della fresata stessa. Oggi abbiamo imparato (spero) a scegliere meglio la fresa giusta per le nostre esigenze. La prossima volta voglio vederti molto più ferrato e surclassare quel commesso che tanto se la tirava e che ti ha fatto sentire a disagio l’ultima volta che ci hai parlato.

Come per ogni lavorazione, non esiste la fresa PERFETTA adatta ad ogni persona: legni diversi, sistemi diversi, manualità diverse non consentono di adottare la stessa fresa e tipo di giunzione a tutti.

Fortunatamente per te, il nostro TEAM di Fraiser composto da ingegneri, esperti ed artigiani sono a completa disposizione per una consulenza GRATUITA, consigliandoti in base alle tue attrezzature ed esperienza il modo corretto in cui puoi rendere la tua fresata liscia e senza bruciature, passando dall’inferno di dover ogni volta scervellarti ed ingegnarti (manco fossi l’Einstein del 2030) al paradiso di godere una tranquillità e pazienza da monaco ZEN, perché puoi ricevere consigli personalizzati e su misura per te!

Per concludere NON POSSO NON Ricordati che utilizzare degli utensili robusti, costruiti con materiali certificati da specialisti che non pensano solo all’importazione di prodotti ed a riempire le proprie tasche, ma si impegnano invece ad aiutare i falegnami e gli hobbisti nelle loro lavorazioni, dalla scelta della fresa all’esecuzione della fresata (e da oggi non siamo gli unici che lo diciamo) ,  è solo uno dei tanti segreti per riuscire ad essere efficienti e produttivi nella propria attività (sia lavorativa che hobbistica), oltre che per rispettare la natura ed evitare gli sprechi di materiale.

Perché dico questo?

Perché da oggi hai la possibilità di lavorare come i migliori del tuo settore grazie alle robuste frese Fraiser e, se fossi in te, non me le farei scappare.

E tu?

Hai già scelto la tua Robusta Fraiser?


Io ti ringrazio di aver letto questo articolo e aver investito 5 minuti del tuo preziosissimo tempo, apprezzo un sacco persone che spendono il loro tempo per formarsi e avanzare nella loro vita professionale.

L’appuntamento è alla prossima settimana per scoprire ancora qualcosa di nuovo su questo meraviglioso mondo.

Matteo

It’s a Fraiser generation !

Commenta con Facebook

2 Comments

  1. Marcello settembre 18, 2017
    • Matteo Urbinati settembre 21, 2017

Leave a Reply

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.